Copertina Kairos

Finalmente pronto il nuovo album Kairòs ascolta 3 brani

Francesco Carta Piano
J Kyle Gregory flugelhorn
Paola Zannoni Cello
Luca Nardon Percussion

Music Composed and arranged by Francesco Carta
Recorded and mixed in May an November 2012
at Accademia Recording Studio, Verona by Roberto Cetoli.

Produced by Excent s.r.l.

Special thanks to: Kyle, Luca, Paola, Gabriele Pantaleoni, Paolo Lanaro, Hugh Ward-Perkins

This album is dedicated to Giovanna and Andrea

“Nessuno più di un musicista ha la percezione del tempo e del suo scorrere. Non a caso la musica è l’unica arte in cui la struttura temporale è parte integrante dell’opera stessa. E non a caso il musicista è colui che esercita un potere, per quanto effimero, sul tempo, scandendolo, suddividendolo, inquadrandolo provvisoriamente dentro uno schema compositivo.

Francesco Carta, intitolando kairòs questo insieme di pezzi, ha voluto fissare del tempo uno dei due aspetti allegorici che lo caratterizzano: quello legato alla gioventù, al rischio (Kairòs, nell’iconografia antica, si mantiene in equilibrio sulla lama di un coltello), all’occasione, al suo svanire vertiginoso.

Ippocrate, in un celebre aforisma, diceva: «Breve è la vita, lunga l’arte». Da lì nasce l’asimmetria tra le nostre opere, progettate per durare, e il corto tragitto della nostra esistenza. Il kairòs non è che l’istante in cui si intersecano, è il momento «fugacissimo» in cui la vita si riempie di una decisione, di un’opportunità da afferrare, di un significato azzeccato di scatto. Così forse nasce la poesia, così si genera una sequenza di note, così, in fondo, l’arte trova all’improvviso ciò che sta cercando. Niente è più esaltante e niente è più tragico dell’occasione. Una promessa che si dischiude e una perdita che si annuncia crudele. È la sostanza duplice di ogni cosa: aggiungere un filo alla nostra vita e spezzarne contemporaneamente un altro. Il kairòs di Francesco Carta va letto (e ascoltato) così, come una vibrazione di felicità dentro la malinconia irrimediabile di chi sa di averla già perduta.”

(paolo lanaro)

No one better than a musician has the perception of time and its passing. It is no accident that music is the only art in which the temporal structure is an integral part of the work itself. And it is also no accident that the musician is the person who exerts a power (albeit an ephemeral power) on time, by beating it, dividing it, and provisionally inserting it within a compositional structure.

By calling this set of pieces kairòs Francesco Carta wanted to establish one of the two allegorical aspects that characterize time: that connected with youth, risk (in ancient iconography Kairòs is balanced on a knife blade), opportunity and its wildly fast disappearance.

In a famous aphorism Hyppocrates said: “Life is short, art long”. Hence the asymmetry between our works, which are planned to last, and the short journey of our own existence. Kairòs is nothing but the instant in which the two intersect, it is the “very fleeting” moment in which life is filled with a decision, with an opportunity to be taken, with a meaning to be grasped without delay. This is perhaps how poetry is born; this is how a sequence of notes is generated; this, deep down, is how art suddenly finds what it is looking for. Nothing is more exalting and nothing more tragic than opportunity. It is a promise that opens out and at the same time a cruel loss that is anticipated. It is the double substance of all things: to add a thread to our lives, but also to break another. Francesco Cartaʼs kairòs must be understood (and heard) like this: as a vibration of happiness within the irremediable melancholy of one who knows he has already lost it.

(paolo lanaro)

 

Anteprima dell’album

Il gioco di un istante

La notte… lontana

Ritual dance

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